PARTITO della RIFONDAZIONE COMUNISTA -
Federazione provinciale di Reggio Calabria

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PROSSIMI APPUNTAMENTI

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Associazione «Lavoro e libertà», a sostegno della FIOM.


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Molte adesioni sono arrivate dopo la pubblicazione su "Il Manifesto" dell'appello per la costituzione dell'associazione «Lavoro e libertà». L'appello - che nasce con l'obiettivo di «ridare centralità politica al lavoro, riportarlo al centro dell'agenda politica, nell'azione di governo, nei programmi dei partiti, nella battaglia delle idee», perché questa è oggi «la via maestra per per la rigenerazione della politica stessa e per un progetto di liberazione della vita pubblica dalle derive e dall'autoreferenzialità che attualmente gravemente la segnano» - è stato firmato da Fausto Bertinotti, Sergio Cofferati, Gianni Ferrara, Luciano Gallino, Francesco Garibaldo, Paolo Nerozzi, Stefano Rodotà, Rossana Rossanda, Aldo Tortorella e Mario Tronti.

Per aderire si può inviare una mail a fgaribaldo@gmail.com oppure andare sul sito http://web.me.com/garibaldof/Sito

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venerdì 4 marzo 2011

Lettera di replica ad Aldo Varano- direttore zoomsud.it

Reggio Calabria, 4 Marzo 2011.

Alla c.a.
Aldo Varano
Direttore zoomsud.it

Gentile Direttore,
come mia personale consuetudine, ho letto con grande attenzione il Suo editoriale su zoomsud.it (La
carpirne il significato più profondo, finanche le sfumature sottese. Sono righe pesanti, nel senso che
impongono una riflessione attenta, non possono piegarsi ad una prima lettura ma richiedono spazio e
tempo di valutazione supplementari. Perciò stesso, voglio cimentarmi nell’interlocuzione con le Sue
analisi, persuaso che esse siano importanti ancor più nelle contestazioni da muovere che nelle asserzioni
da condividere.
È vero, il popolo di centrosinistra – inteso nella sua vasta articolazione – è semplicemente smarrito. Non
capisce quanto di grottesco sta avvenendo nel sempre più sguarnito assembramento del centrosinistra
politico e partitico, e se lo capisce ne rifiuta la logica e la prospettiva. È un disagio vero, che viene da
lontano, un disagio che produce disaffezione alla politica, lontananza dai partiti e dai suoi (pseudo)
dirigenti, fino al rigetto vero e proprio dell’impegno e della militanza pubblica. Chi scrive, con tutta la
consapevolezza e tutta l’umiltà dei limiti che ne caratterizzano il protagonismo sulla scena politica, ha
più volte espresso la sua opinione fortemente critica sulla situazione del centrosinistra reggino. Sulle sue
ipocrisie strumentali. Sui suoi opportunismi senza respiro politico. Sulla sua sconnessione rispetto al
vissuto della società. Di più, chi scrive ha anche contestato – apertamente e pubblicamente – i “giochi
pericolosi” di molti dei suoi (potenziali) alleati, accusandoli di propensione alla sconfitta piuttosto che
di miseri interessi di bottega piuttosto ancora che di connivenza con l’avversario.
Su questo sfondo, con l’obiettivo di dare una scossa sostanziale al centrosinistra e di costruire una nuova
e matura alternativa politica, abbiamo deciso – sono quasi dieci mesi, ormai – di proporre una
candidatura a sindaco per Reggio Calabria, un progetto politico ed elettorale innovativo, un’idea di città
fattibile. Lo abbiamo fatto in maniera quasi irrituale, fuori dalle logiche usurate ed inutili della stanca
liturgia partitica, lo abbiamo fatto puntando sulla trasparenza e sul dialogo aperto con la città, senza rete
alcuna di protezione, esaltando e sublimando la partecipazione come valore in sé, come antidoto ai
vecchi schemi e alle vecchie logiche di potere. La candidatura di Massimo Canale rientrava (e rientra
ancora) nell’idea di un centrosinistra che deve mettere a valore tutte le sue esperienze e le sue pluralità,
che deve perseguire l’unità di tutte le sue energie nella politica come nella società, che deve delineare e
condividere una visione della nuova Reggio Calabria. In nessun caso, per quel che riguarda la mia
comunità e la mia organizzazione politica, Massimo Canale è stato strumento di battaglia interna alla
coalizione, pedina da muovere per meglio posizionarsi nei futuri assetti di potere del centrosinistra
reggino: sarebbe offensivo nei confronti della verità del nostro impegno degli ultimi mesi, sarebbe ancor
più offensivo riguardo l’intelligenza e l’autonomia di Canale stesso.
Non tutto il centrosinistra reggino è uguale, e le responsabilità meritano di essere ripartite in maniera
equa e proporzionale. Noi non abbiamo pensato, pregiudizialmente, che la partita per le amministrative
fosse completamente perduta: difficile e complicata sì, ma non impossibile. Ci siamo messi a lavorare
per tempo, con ampio anticipo, nel tentativo di aprire un dialogo vero con tanta parte della città di
Reggio Calabria, per recuperare alla nostra ragione pezzi di società e di comunità che – nelle scadenze
elettorali precedenti – avevano rifiutato il centrosinistra in quanto tale. Canale, e noi con lui, ha
perseguito un’interlocuzione vera con associazioni e organizzazioni sociali, con vertenze e realtà di
conflitto, con periferie e situazioni marginali, mettendo al centro della sua discussione pubblica il merito
dei problemi e la partecipazione dal basso. I programmi, il mito da tutti declamato e da (quasi) nessuno
sostanziato, Canale li ha esaltati come non mai, facendosi contaminare – di più: guidare – dal merito
delle questioni, dalle proposte per il futuro, dall’inclusione delle energie della società civile. Non tutto il
centrosinistra è uguale: noi abbiamo parlato e stiamo parlando della Reggio futura, noi abbiamo
praticato e pratichiamo la partecipazione democratica e l’apertura, noi abbiamo avuto e abbiamo
posizioni politiche coerenti e lineari. Canale, pur con tutti i limiti e le contraddizioni di un’esperienza
come la sua, ha saputo suscitare entusiasmi nascosti, ha saputo destare disponibilità e volontà a dir poco
intorpidite, e ne avremo dimostrazione con le liste che lo supporteranno nella sua sempre più probabile
competizione elettorale da candidato sindaco.
Ancora, non abbiamo avuto (e non abbiamo) alcuna presunzione di autosufficienza, alcuna arroganza
settaria. Non abbiamo mai inteso imporre la nostra candidatura e il nostro progetto, al contrario abbiamo
sempre parlato della costruzione di una coalizione la più ampia e plurale possibile. Perché nostro
obiettivo è essere in tanti, un gruppo forte e competitivo, il nostro obiettivo è battere gli avversari del
centrodestra, non certo vincere la battaglia al nostro interno (che orizzonte assai mediocre!). La nostra
richiesta di primarie, più volte manifestata, a questo serviva (e servirebbe ancora, eventualmente):
coinvolgere tutte le energie positive del centrosinistra, non imporre alcun passo indietro a nessuna di
queste energie, costruire una candidatura e un’alleanza unitarie e legittimate dal consenso del popolo di
centrosinistra. Sono stati altri, forse più interessati ai loro equilibri interni e alle dinamiche di potere
futuro, ad opporre rifiuti, reticenze, rinvii, chiusure, pregiudizi. Con il risultato che, ad oggi, Massimo
Canale è l’unica vera candidatura in campo e una coalizione unitaria di centrosinistra – di fatto – non
esiste.
Anche alla Provincia, ne faccio un passaggio rapido, abbiamo sostenuto e ribadito la necessità di
riproporre la candidatura del Presidente Morabito, affiancandolo con una squadra di centrosinistra
compatta e qualificata che fosse in grado di valorizzare il buon lavoro svolto negli ultimi anni a Palazzo
Foti e di proporre le giuste ipotesi di sviluppo per il futuro della provincia reggina e dei suoi tanti
territori. Nessun calcolo interno, nessun opportunismo particolare, nessun trasformismo di sorta:
soltanto la chiarezza dinanzi agli elettori e la volontà di parlare di questioni concrete. Responsabilità
nostra se, ancora oggi, la candidatura del presidente Morabito non è stata ufficializzata, se ancora oggi
non si conoscono le reali volontà di alcune forze politiche in merito all’alleanza di centrosinistra alla
Provincia? Ancora, ripetiamo, non tutto il centrosinistra è uguale.
E vengo alle conclusioni, Direttore. È pienamente legittimo, da parte Sua, pensare che tutti – nel
centrosinistra – soffrano della “sindrome di Sansone” e, stante la partita persa con il centrodestra,
preferiscano dedicarsi integralmente alla guerra interna per ottenere futuri guadagni dal punto di vista
elettorale. Così come è nella Sua facoltà parlare di una generale e generalizzata “fiera delle furbizie e
della vanità”, nella quale qualcuno è affetto dalla sindrome del candidato (abbia o meno le possibilità di
sostenere economicamente questa sua presunta sindrome, non è dato per noi preminente) o si dimostri
così ingenuo da sacrificarsi oggi per ipotetiche future compensazioni elettorali (come diceva il poeta, del
“diman non v’è certezza”). Tuttavia, però, occorre anche dimostrare che così è, occorre anche portare a
proprio supporto dati di fatto e situazioni reali, riconoscere che quanto è stato detto e fatto e proposto da
alcuni piuttosto che da altri sia in fondo parte della stessa responsabilità. A mio avviso, modesto ma
fermo avviso, così non è, perché vi è stato chi ha proposto una seria prospettiva politica e chi, al
contrario, è rimasto chiuso nel suo bozzolo senza alcun slancio verso la società. Ci sentiamo, perciò
stesso, sollevati? Godiamo, perciò stesso, di una consolatoria auto-assoluzione? Niente di tutto ciò,
l’esatto contrario, semmai: avvertiamo su di noi comunque il peso di una sconfitta, quella di non poter
offrire al nostro popolo la prospettiva politica che pure si meriterebbe. La stessa per la quale abbiamo
lavorato tenacemente, a partire dalla candidatura di Massimo Canale e dalla riproposizione del
Presidente Morabito. Ma, e questo lo pretendiamo, la realtà non è mai così rigidamente binaria e
manichea, del tipo o bianco o nero: vi sono sfumature varie, vi sono piegature le più diverse, e
vorremmo che fossero riconosciute per dare ad ognuno la sua giusta parte.

Con stima immutata.

Antonio Larosa – segretario provinciale PRC Reggio Calabria

giovedì 3 marzo 2011

Nota stampa del segretario provinciale Larosa su vertenza occupazionale lavoratori gioiosani licenziati da Locride Ambiente Spa

Comunicato stampa – Reggio Calabria 3 Marzo 2011
Larosa – Segretario Provinciale PRC Reggio Calabria:
I LAVORATORI GIOIOSANI LICENZIATI DA LOCRIDE AMBIENTE SPA PER VENDETTA NEI CONFRONTI DEL COMUNE DI GIOIOSA SONO UNO SCANDALO SINDACALE E POLITICO. LA GIUNTA MAZZA HA GRAVI RESPONSABILITA’, SERVE UNA REAZIONE FORTE DELLA POLITICA LOCALE  ”.

A Gioiosa Ionica, dal 1 Gennaio 2010, il servizio di raccolta e smaltimento rifiuti passa – per il tramite di regolare gara d’appalto –  dalla società mista Locride Ambiente Spa alla società privata Zeta Emme Sas. Questo l’antefatto di un’indecente sconfitta della democrazia, della buona politica, del diritto del lavoro.
La prima azienda, partecipata dai comuni della locride attraverso un apposito Consorzio di funzioni, risponde con il licenziamento – perfezionato nel corso del mese di Ottobre 2010 – di 8 lavoratori gioiosani stabilizzati nel corso degli anni dalla stessa Locride Ambiente Spa: un’autentica ed ignobile vendetta, semplicemente intollerabile agli occhi del senso comune prima ancora che delle regole formali, una vendetta nei confronti della comunità gioiosana rea di aver preferito percorrere altre strade in relazione al servizio RSU. Di più, nonostante il reintegro deciso dal giudice del lavoro, tre dei lavoratori gioiosani vengono oggi licenziati nuovamente sulla base di tabelle e punteggi che puzzano tremendamente di scappatoie per il perseguimento della vendetta nei confronti di Gioiosa e dei suoi lavoratori. Ai  lavoratori licenziati, offriamo tutta la nostra solidarietà e il nostro appoggio, anche di natura tecnica, solidarietà e appoggio che fanno il paio con quelli forniti dai militanti e dal consigliere comunale di Rifondazione Comunista a Gioiosa Ionica.
La seconda azienda, la Zeta Emme Sas, dopo aver vinto la gara con un ribasso assai consistente (al punto da disincentivare la partecipazione di altri concorrenti, a partire ovviamente da Locride Ambiente Spa), inizia il servizio presso la comunità gioiosana, offrendo un imbarazzante ed inaccettabile spettacolo agli occhi della cittadinanza tutta (tranne che per i “ponzio pilato” della locale amministrazione): lavoratori migranti senza alcuna divisa e senza alcun equipaggiamento, organico dipendente sconosciuto agli uffici del comune e presumibilmente “in nero”, raccolta differenziata quasi inesistente, ecc. Tutte questioni che il locale circolo PRC ha denunciato e contestato pubblicamente, sia presso l’opinione pubblica gioiosana sia presso il consiglio comunale della cittadina; tutte questioni che rispondono ad una logica precisa, ovvero ad una riduzione esasperata dei costi del lavoro che sola poteva (e può) garantire la competitività di un’azienda come la Zeta Emme Sas.
Chiare ed evidenti, quindi, le responsabilità gestionali delle due aziende, entrambe pronte e disponibili a scaricare sui lavoratori le ragioni superiori del (loro) profitto e della (loro) competizione. Siamo certi, e noi lavoreremo in questa direzione, che la magistratura del lavoro saprà ripristinare le regole e riconoscere il giusto valore alla dignità dei lavoratori gioiosani.
Sullo sfondo, tuttavia, si staglia la responsabilità della politica locale, una politica superficiale e ipocrita, una politica che non ha saputo svolgere il suo compito (ovvero difendere i diritti dei cittadini e dei lavoratori rappresentati).
Il Comune di Gioiosa Ionica, guidato dal Sindaco UDC Mario Mazza, è stato largamente inadempiente ed insufficiente: nella predisposizione della gara d’appalto, nella garanzia del mantenimento dei livelli occupazionali nel passaggio da una ditta all’altra, nella difesa dei lavoratori gioiosani contro i soprusi di Locride Ambiente Spa, nel controllo sul servizio offerto da ZetaEmma Spa e sulle relative condizioni di lavoro, nella presenza e nel ruolo del Consorzio di Locride Ambiente, nella convocazione del consiglio comunale avutasi solo grazie all’iniziativa della minoranza e in particolare del consigliere PRC – Salvatore Fuda, ecc. Le grida odierne del Sindaco Mazza e della sua Giunta non soltanto sono tardive, ma rischiano – proprio perché ipocrite e prive di rispondenza con i comportamenti concretamente prodotti fino ad oggi – anche di produrre un ulteriore irrigidimento delle parti in causa. Dov’erano il Sindaco Mazza e la sua Giunta quando occorreva difendere anche dal punto di vista procedurale i livelli occupazionali, oltre gli slogan e gli annunci di giornale buoni solo per ingannare l’opinione pubblica? Dov’erano il Sindaco Mazza e la sua Giunta quando il Consorzio di funzioni di Locride Ambiente continuava ad attardarsi in nomine varie (peraltro, ad oggi nemmeno effettuate) invece di contestare al socio privato la violazione dei diritti dei lavoratori e della comunità gioiosana? Dov’erano il Sindaco Mazza e la sua giunta quando le due aziende, invece di provare a risolvere la vertenza, si rimpallavano inutili e ipocrite responsabilità scaricandone le conseguenze sui lavoratori? Dov’erano il Sindaco Mazza e la sua Giunta quando la Zeta Emme Sas utilizzava lavoratori in nero male equipaggiati, in spregio delle più elementari regole vigenti?
Serve uno scatto della politica. E noi, come PRC, intendiamo svolgere per intero il nostro ruolo e la nostra parte. Perché non è normale che il Consorzio di funzioni, che partecipa alla società mista come parte pubblica, non sia in grado di dire nulla sulle vicende gestionali della Spa. Perché non è normale che una società (Locride Ambiente Spa) non partecipi ad una gara indetta da un socio (il Comune di Gioiosa Ionica). Perché non è normale che il passaggio di un appalto pubblico da una ditta all’altra condanni al licenziamento alcuni lavoratori. 

Antonio Larosa - Segretario provinciale PRC Reggio Calabria

 

 
Comunicato stampa – Reggio Calabria 3 Marzo 2011
Larosa – Segretario Provinciale PRC Reggio Calabria:
I LAVORATORI GIOIOSANI LICENZIATI DA LOCRIDE AMBIENTE SPA PER VENDETTA NEI CONFRONTI DEL COMUNE DI GIOIOSA SONO UNO SCANDALO SINDACALE E POLITICO. LA GIUNTA MAZZA HA GRAVI RESPONSABILITA’, SERVE UNA REAZIONE FORTE DELLA POLITICA LOCALE  ”.
  
A Gioiosa Ionica, dal 1 Gennaio 2010, il servizio di raccolta e smaltimento rifiuti passa – per il tramite di regolare gara d’appalto –  dalla società mista Locride Ambiente Spa alla società privata Zeta Emme Sas. Questo l’antefatto di un’indecente sconfitta della democrazia, della buona politica, del diritto del lavoro.
La prima azienda, partecipata dai comuni della locride attraverso un apposito Consorzio di funzioni, risponde con il licenziamento – perfezionato nel corso del mese di Ottobre 2010 – di 8 lavoratori gioiosani stabilizzati nel corso degli anni dalla stessa Locride Ambiente Spa: un’autentica ed ignobile vendetta, semplicemente intollerabile agli occhi del senso comune prima ancora che delle regole formali, una vendetta nei confronti della comunità gioiosana rea di aver preferito percorrere altre strade in relazione al servizio RSU. Di più, nonostante il reintegro deciso dal giudice del lavoro, tre dei lavoratori gioiosani vengono oggi licenziati nuovamente sulla base di tabelle e punteggi che puzzano tremendamente di scappatoie per il perseguimento della vendetta nei confronti di Gioiosa e dei suoi lavoratori. Ai  lavoratori licenziati, offriamo tutta la nostra solidarietà e il nostro appoggio, anche di natura tecnica, solidarietà e appoggio che fanno il paio con quelli forniti dai militanti e dal consigliere comunale di Rifondazione Comunista a Gioiosa Ionica.
La seconda azienda, la Zeta Emme Sas, dopo aver vinto la gara con un ribasso assai consistente (al punto da disincentivare la partecipazione di altri concorrenti, a partire ovviamente da Locride Ambiente Spa), inizia il servizio presso la comunità gioiosana, offrendo un imbarazzante ed inaccettabile spettacolo agli occhi della cittadinanza tutta (tranne che per i “ponzio pilato” della locale amministrazione): lavoratori migranti senza alcuna divisa e senza alcun equipaggiamento, organico dipendente sconosciuto agli uffici del comune e presumibilmente “in nero”, raccolta differenziata quasi inesistente, ecc. Tutte questioni che il locale circolo PRC ha denunciato e contestato pubblicamente, sia presso l’opinione pubblica gioiosana sia presso il consiglio comunale della cittadina; tutte questioni che rispondono ad una logica precisa, ovvero ad una riduzione esasperata dei costi del lavoro che sola poteva (e può) garantire la competitività di un’azienda come la Zeta Emme Sas.
Chiare ed evidenti, quindi, le responsabilità gestionali delle due aziende, entrambe pronte e disponibili a scaricare sui lavoratori le ragioni superiori del (loro) profitto e della (loro) competizione. Siamo certi, e noi lavoreremo in questa direzione, che la magistratura del lavoro saprà ripristinare le regole e riconoscere il giusto valore alla dignità dei lavoratori gioiosani.
Sullo sfondo, tuttavia, si staglia la responsabilità della politica locale, una politica superficiale e ipocrita, una politica che non ha saputo svolgere il suo compito (ovvero difendere i diritti dei cittadini e dei lavoratori rappresentati).
Il Comune di Gioiosa Ionica, guidato dal Sindaco UDC Mario Mazza, è stato largamente inadempiente ed insufficiente: nella predisposizione della gara d’appalto, nella garanzia del mantenimento dei livelli occupazionali nel passaggio da una ditta all’altra, nella difesa dei lavoratori gioiosani contro i soprusi di Locride Ambiente Spa, nel controllo sul servizio offerto da ZetaEmma Spa e sulle relative condizioni di lavoro, nella presenza e nel ruolo del Consorzio di Locride Ambiente, nella convocazione del consiglio comunale avutasi solo grazie all’iniziativa della minoranza e in particolare del consigliere PRC – Salvatore Fuda, ecc. Le grida odierne del Sindaco Mazza e della sua Giunta non soltanto sono tardive, ma rischiano – proprio perché ipocrite e prive di rispondenza con i comportamenti concretamente prodotti fino ad oggi – anche di produrre un ulteriore irrigidimento delle parti in causa. Dov’erano il Sindaco Mazza e la sua Giunta quando occorreva difendere anche dal punto di vista procedurale i livelli occupazionali, oltre gli slogan e gli annunci di giornale buoni solo per ingannare l’opinione pubblica? Dov’erano il Sindaco Mazza e la sua Giunta quando il Consorzio di funzioni di Locride Ambiente continuava ad attardarsi in nomine varie (peraltro, ad oggi nemmeno effettuate) invece di contestare al socio privato la violazione dei diritti dei lavoratori e della comunità gioiosana? Dov’erano il Sindaco Mazza e la sua giunta quando le due aziende, invece di provare a risolvere la vertenza, si rimpallavano inutili e ipocrite responsabilità scaricandone le conseguenze sui lavoratori? Dov’erano il Sindaco Mazza e la sua Giunta quando la Zeta Emme Sas utilizzava lavoratori in nero male equipaggiati, in spregio delle più elementari regole vigenti?
Serve uno scatto della politica. E noi, come PRC, intendiamo svolgere per intero il nostro ruolo e la nostra parte. Perché non è normale che il Consorzio di funzioni, che partecipa alla società mista come parte pubblica, non sia in grado di dire nulla sulle vicende gestionali della Spa. Perché non è normale che una società (Locride Ambiente Spa) non partecipi ad una gara indetta da un socio (il Comune di Gioiosa Ionica). Perché non è normale che il passaggio di un appalto pubblico da una ditta all’altra condanni al licenziamento alcuni lavoratori. 

Antonio Larosa - segretario provinciale

 

 

Una nota stampa di Gianluca Romeo, responsabile organizzazione PRC Reggio Calabria

Comunicato stampa – Reggio Calabria 1 marzo 2011.
Gianluca Romeo: “Ora si abbandoni il progetto Ponte sullo Stretto e i fondi siano destinati alla messa in sicurezza di Reggio Calabria”.
            Le tragedie e gli ingentissimi danni causati in queste ore dal maltempo nella nostra Città devono trovare una concreta quanto urgente risposta. Occorre un piano straordinario affinché il nostro territorio comunale sia messo in sicurezza nel più breve tempo possibile. A nulla serviranno interventi tampone che rischiano solo di rinviare tragedie di più ampia portata.
            Quello che diciamo da anni oggi ritorna di drammatica attualità: i fondi destinati al Ponte sullo Stretto devono essere impiegati per salvare il nostro territorio dalle catastrofi naturali e dal dissesto idrogeologico. A Reggio Calabria serve un piano straordinario di messa in sicurezza di tutto il suo territorio, soprattutto delle zone periferiche che in queste ore vivono situazioni di totale isolamento.
            La nostra Amministrazione Comunale, al contrario, sembra essere sempre più convinta della bontà della mega-opera. Infatti, in questi giorni, con tanto di deliberazione, ha dato mandato al Sindaco di chiedere alla Società Stretto di Messina l’istituzione di un tavolo tecnico al quale possa partecipare anche il Comune di Reggio Calabria. In questo drammatico momento risulta veramente paradossale - di fronte alla reale esigenza di tutelare la sicurezza dei nostri cittadini - tanto spreco di denaro pubblico per la realizzazione del fantascientifico Ponte e delle opere cosiddette “collaterali” che rischiano di aggravare ulteriormente la situazione del nostro territorio.
            Sarebbe quantomeno doveroso che tutta l’Amministrazione Comunale di Reggio Calabria, prendendo atto di questa situazione di eccezionale gravità, chieda ufficialmente che i fondi da destinare al Ponte vengano da subito impiegati per la messa in sicurezza dell’Area dello Stretto, accantonando così definitivamente tale costosissimo quanto inutile progetto. E’ questa l’unica soluzione possibile per evitare che anche Reggio Calabria si trovi ben presto coinvolta in immani tragedie come quella di Giampilieri.                                                        
  Gianluca Romeo
                                                                                     Segreteria Provinciale PRC

giovedì 24 febbraio 2011

Conferenza stampa PRC Reggio calabria merc 23 Feb: analisi e proposte della situazione politico-amministrativa

CONFERENZA STAMPA – Reggio Calabria 23 Febbraio 2011
ELEZIONI AMMINISTRATIVE PRIMAVERA 2011: ANALISI E PROPOSTE DEL PRC REGGIO CALABRIA


ELEZIONI COMUNALI

Dopo averlo fatto – per ultimo – nell’appello firmato congiuntamente a Slega La Calabria e Rete Nuovo Municipio e nella posizione espressa durante la riunione dei partiti del centrosinistra provinciale del 17 Febbraio u.s., il PRC Reggio Calabria ribadisce l’assoluta urgenza e necessità delle primarie per l’individuazione del candidato sindaco unitario e per la costruzione di una coalizione di centrosinistra ampia e plurale.
Senza lo strumento delle elezioni primarie, il centrosinistra – inteso come coalizione unitaria, competitiva sul piano elettorale, inclusiva delle forze politiche, dei movimenti civici, delle associazioni, delle singole individualità, ecc. – semplicemente non esiste. Per le primarie, difatti – sia pure con tempi, modi ed accenti diversi – si sono espressi con chiarezza sigle partitiche come PRC e SEL, movimenti politici e reti associative come Slega La Calabria, Rete Nuovo Municipio e A Testa Alta, candidature già in campo come quella di Massimo Canale (che farà un passo indietro soltanto dinanzi al responso del popolo di centrosinistra, ovvero dinanzi ad una sconfitta alle primarie). Altre realtà, come Ethos e Verdi, hanno ampiamente manifestato la volontà di sostenere Massimo Canale, alle primarie prima e alle elezioni comunali poi. Di più, in molti e a più riprese, hanno manifestato l’indisponibilità a costruire una coalizione unita di centrosinistra se non in presenza delle primarie per l’individuazione del candidato sindaco.
L’alternativa alle primarie proposta da PD ed altri, oltre che inefficace, è del tutto superata dal punto di vista della rappresentatività e dei tempi di proposta. Ipotizzare che 5 o 6 sigle di partito si riuniscano al chiuso di una segreteria per decidere il candidato maggiormente unitario al loro interno, e poi che lo stesso candidato venga proposto alle forze di centrosinistra che sono fuori dal tavolo dei partiti, è un metodo completamente sbagliato, un metodo che parla al passato e che chiude presuntuosamente il recinto del centrosinistra invece che aprirlo alla società. La coalizione di cui abbiamo bisogno ha necessità di andare ben oltre le sigle di partito, ha bisogno di coinvolgere ogni energia e ogni risorsa collocata nel campo politico-culturale del centrosinistra: solo le primarie, alla situazione odierna, possono garantire uno scenario di questo tenore.
Non abbiamo più tempo a disposizione. Chi davvero intende perseguire l’unità del centrosinistra deve smettere ogni chiusura pregiudiziale, a partire da quella nei confronti delle primarie. Così come a nulla serve disquisire ideologicamente, al tavolo provinciale piuttosto che a quello regionale, sul valore intrinseco delle primarie e/o sui tempi ottimali per la loro organizzazione: la situazione odierna, hic et nunc, ci dice con chiarezza che senza le primarie – sia pure organizzate in maniera affrettata e con tempi non proprio ideali – il centrosinistra si presenterà diviso (e, quindi, non competitivo) alle elezioni.
E’ il tempo della responsabilità. Se entro pochissimi giorni non vi sarà una risposta positiva in merito alle primarie, il PD e gli altri partiti del centrosinistra saranno i primi responsabili di una rottura nel centrosinistra che fa riferimento ad interessi ristretti di bottega piuttosto che alla costruzione generosa di un progetto di prospettiva. Il PRC – che ha espresso il proprio appoggio ad una candidatura autorevole come quella di Massimo Canale, che ha delineato insieme al suo candidato un’idea della Reggio del futuro, che ha proposto modalità e confini per la definizione di una coalizione ampia e plurale il PRC non si sentirà responsabile delle divisioni del centrosinistra e si auto-determinerà secondo quella che è la sua autonomia politico-organizzativa e secondo quelli che sono gli interessi dei ceti sociali rappresentati. Noi siamo pronti e disponibili a intraprendere anche percorsi distinti dal PD e dagli altri partiti schierati al suo fianco, se la situazione ce lo imporrà: abbiamo la coscienza a posto, perché vi è una differenza notevole fra chi ha un candidato autorevole in campo e propone comunque le primarie per spirito di coalizione e chi invece non ha avanzato alcuna candidatura e si rifiuta di aprirsi al confronto con altri soggetti e altri progetti politico-elettorali.


ELEZIONI PROVINCIALI

Il PRC Reggio Calabria ribadisce il pieno sostegno alla riproposizione di un’alleanza di centrosinistra guidata dal Presidente Morabito per il rinnovo del consiglio provinciale, un’alleanza che parta dalla maggioranza che ha governato Palazzo Foti nella consiliatura in scadenza e che provi ad allargarsi ad altre espressioni organizzate della democrazia e della società civile reggine. In tal senso, serve una preliminare operazione di trasparenza su alcuni soggetti che, pur avendo lealmente sostenuto il Presidente Morabito e la sua maggioranza negli ultimi 5 anni, non hanno ancora chiarito la loro collocazione e la loro posizione nella contesa elettorale prossima ventura.

Anche per la Provincia, i tempi sono assolutamente maturi per un’assunzione di responsabilità pubblica da parte del centrosinistra, attraverso tre passaggi fondamentali da realizzare nel più breve termine possibile:
1.      incontro delle forze politiche del centrosinistra reggino con il Presidente Morabito, finalizzato all’analisi della situazione e alla definizione delle linee guida di un nuovo progetto politico-elettorale
2.      documento pubblico di sostegno per la ricandidatura del Presidente Morabito, sottoscritto dai partiti del centrosinistra reggino che intendono partecipare alla nuova coalizione
3.      assemblea pubblica per la definizione dell’alleanza e per l’allargamento della coalizione ad altre forze della democrazia e della società civile reggine

Chiediamo che il PD, nella sua qualità di partito che esprime il Presidente della Provincia, convochi da subito un tavolo del centrosinistra provinciale allargato alla partecipazione del Presidente Morabito.
Chiediamo ancora che eventuali obiezioni e riserve di fondo da parte di qualche soggetto del centrosinistra – se ve ne sono – emergano all’istante, in maniera leale e trasparente: dobbiamo evitare ogni ambiguità, dobbiamo evitare ogni sperpero di risorse di tempo e organizzative, dobbiamo lavorare alla costruzione di un programma e di liste che siano davvero all’altezza della situazione.


La Segreteria Provinciale del PRC Reggio Calabria

martedì 22 febbraio 2011

Una nota stampa di Filippo Burrone, responsabile Economia e Lavoro PRC Reggio Calabria

Finalmente il presidente Scopelliti può dormire sonni tranquilli. Il “ribelle” Raffa è rientrato nei ranghi. L’ha fatto nel modo più subdolo, indegno e vergognoso che poteva fare: dopo un’estate
passata a fare il paladino della moralità, con false dimissioni e azzeramenti di giunte, con dichiarazioni su mancata agibilità democratica e modelli di cartone, è bastato l’odore della candidatura alla presidenza della Provincia per fargli dimenticare chi questa estate lo ha sempre sostenuto e difeso in un clima politicamente rovente testimoniato dal “documento dei trenta” e dalla “fucilazione” proposta dal capogruppo Pdl Nicolò. Consapevole che ci separi un abisso politico, da comunista e quindi da uomo libero, a tal proposito vorrei esprimere, la mia solidarietà all’ormai ex assessore Gatto,brutalmente silurato dal “sindaco facente fantoccio” soltanto perché alla convention milanese di Fli ha criticato l’operato della deputazione calabrese del Pdl. E’ ovvio che a Raffa facciano più comodo assessori assenti e distanti dal territorio (Capua) o addirittura rinviati a giudizio (Raso). Anziché cedere ai ricatti di chi ha voluto l’allontanamento di Gatto, il dottor Raffa farebbe meglio a spiegare alla città cosa realmente stia accadendo dentro palazzo San Giorgio, in primis sulle gravi condizioni di salute delle casse comunali. Condizioni avvalorate dal mancato pagamento dei lavoratori delle partecipate, delle non avvenute stabilizzazioni degli Lsu-Lpu, dalla manifestazione che lavoratori, sindacati ed imprenditori del comparto edile terranno venerdì prossimo  come fatto qualche tempo fa dagli operatori del terzo settore. E dire perché Demi Arena, candidato del Pdl già in campagna elettorale, resta ancora sulla poltrona di amministratore unico dell’Atam. Davanti a questa vergognosa situazione in cui Scopelliti prima e Raffa hanno trascinato la città, il centrosinistra tutto ha davanti un’unica soluzione: chiudere al più presto questi otto terribili anni di centrodestra che hanno devastato e umiliato Reggio e i reggini. Si mettano da parte personalismi ed egoismi e si guardi in faccia chi in questi anni ha pagato sulla propria pelle le scellerate politiche della destra. La nostra città non chiede altro. È arrivato davvero il momento di cambiare e Massimo Canale rappresenta questo cambiamento. È arrivato il momento di togliere Reggio dalle mani delle lobby e dei grumi di potere per restituirla finalmente ai suoi legittimi proprietari: i reggini.

Filippo Burrone
Segreteria provinciale Rifondazione comunista

Una nota stampa di Gianluca Romeo, responsabile organizzazione PRC Reggio Calabria


Comunicato stampa – Reggio Calabria 18  febbraio 2011.
Gianluca Romeo: “Decreto Milleproroghe, saranno penalizzati migliaia di insegnanti precari calabresi e reggini. E’ l’ennesimo schiaffo del Governo al Sud”.

Non ci sono veramente più parole per definire l’atteggiamento di questo Governo nei confronti della Calabria e del Meridione. Migliaia di docenti precari della nostra Regione e della nostra Provincia saranno nuovamente discriminati da una norma appositamente inserita nel famigerato Decreto Milleproroghe.
Qualche giorno addietro la Corte Costituzionale aveva bocciato i provvedimenti del Ministro Gelmini riguardanti le graduatorie dei docenti precari. Il Ministro aveva infatti negato, a chi si trovava inserito in una graduatoria provinciale, di trasferirsi in un'altra Provincia conservando il proprio punteggio. In questo caso il docente, spostando la propria graduatoria, sarebbe finito subito "in coda" e non nella posizione legittimamente ottenuta tramite il riconoscimento dei suoi effettivi punti.
Una norma discriminatoria soprattutto per gli insegnanti del Sud, tra cui moltissimi Calabresi, che con enormi sacrifici, a causa dei pesantissimi tagli voluti proprio dalla Gelmini, sono stati costretti anche negli ultimi anni a spostare la propria graduatoria in altra Provincia. La Corte Costituzionale ha sonoramente bocciato questo impianto perché lo ha ritenuto in palese contrasto con l’Articolo 3 della nostra Costituzione. La Corte ha sancito che non è possibile penalizzare un supplente che si voglia inserire in una Provincia diversa dalla sua, poiché, così facendo, si viola il principio di eguaglianza. Principio certamente sconosciuto a una forza politica come la Lega Nord che aveva fortemente voluto ed ottenuto questi provvedimenti.

Ma il Governo sembra aver trovato il modo di far rientrare, per vie traverse, quello che la Corte Costituzionale ha sonoramente bocciato. Nel Decreto Milleproroghe infatti è prevista una norma che blocca le graduatorie fino al 2012 quando, nelle intenzioni della maggioranza, si dovrebbe dare avvio ad un nuovo sistema di reclutamento. La Lega, per voce di alcuni suoi esponenti, ha detto chiaramente in cosa dovrebbe consistere questo nuovo sistema di scelta dei docenti. Nella sostanza si dovrebbe prevedere l’annullamento dei punteggi acquisiti dal personale docente in anni e anni di supplenze, sostituiti da un fantomatico esame su base regionale. Gli esponenti del Carroccio sembrano ritenere infatti che i punteggi realizzati dagli insegnanti in alcune parti d’Italia siano abnormi rispetto alle loro competenze. Chi è a conoscenza del reale funzionamento delle graduatorie comprende la totale falsità ed infondatezza di queste affermazioni che hanno solo l’intento di giustificare, in maniera demagogica e populistica, la volontà di impedire agli insegnanti meridionali di poter prestare servizio al Nord.
Infatti il Milleproroghe permette che l'inserimento nella prima fascia delle graduatorie di istituto sia consentito esclusivamente a coloro che sono inseriti nelle graduatorie ad esaurimento della Provincia in cui ha sede l'istituzione scolastica richiesta. La stessa palese violazione della Costituzione che la Corte ha già dichiarato illegittima. Oltre il danno anche la beffa: questo provvedimento impedirà, di fatto, sia lo svuotamento del precariato storico della Scuola e sia la nuova immissione in ruolo dei docenti, non consentendo loro di aggiornare i punteggi accumulati in due anni di servizio. Questi diritti legittimamente conquistati rischiano di essere cancellati senza alcuna giustificazione plausibile. Un incredibile e vergognoso atteggiamento, che dimostra ancora una volta la subalternità della classe politica meridionale oggi al Governo nei confronti dell’impianto ideologico e discriminatorio della Lega Nord.
Deputati e Senatori calabresi del centro-destra si stanno assumendo, per l’ennesima volta in questa Legislatura, delle gravissime responsabilità nei confronti dei docenti precari calabresi. Duole purtroppo evidenziare la mancanza, da parte di questa destra, di autonomia politica ed intellettuale e l’incapacità palese di guardare agli interessi della propria terra e dei suoi lavoratori.

                                                      
Gianluca Romeo
Segreteria Provinciale PRC

Il centrosinistra reggino contro la scellerata gestione del bilancio comunale

mercoledì 16 febbraio 2011

Omar Minniti, capogruppo provinciale PRC, contro la proposta di liste elettorali senza preferenze

Omar Minniti (Prc): “Le  liste bloccate proposte da Scopelliti non sono un antidoto contro le infiltrazioni criminali”.

Dopo aver privato i cittadini italiani del diritto di scegliere deputati e senatori, adesso si vuole impedire ai calabresi di votare nominalmente i propri rappresentanti in Consiglio regionale. E' l'ultima trovata del governatore della Calabria Giuseppe Scopelliti, “taroccata” da antidoto contro le infiltrazioni 'ndranghetistiche nelle istituzioni; problematica di cui il Pdl ha tutti i titoli per parlarne, visto che ne sa qualcosa.
Liste bloccate di candidati nominati dalle segreterie dei partiti, a loro volta varate dai comitati regionali eletti dai congressi degli iscritti. Congressi che, spesso, in Calabria e altrove non sono proprio esempi di democrazia partecipativa, non sono assemblee dove i cittadini si mettono al servizio di un'idea per il bene comune della “polis”, ma mercati coperti di tessere. “Tesserifici” dove una corrente, una fazione o – più frequentemente – l'uomo forte del partito fanno incetta di iscrizioni per prevalere sugli avversari interni. Così si assiste alle sfilate di intere famiglie di parenti fino alla quarta generazione intruppate fuori dalle sedi congressuali;  a votazioni poco entusiastiche di vicini di casa, colleghi di lavoro, dipendenti, soci dell'associazione bocciofila e avventori del “Bar dello Sport”, cooptati in cambio di qualche promessa ; alla trascrizione di elenchi di nomi e cognomi di ignari cittadini presi direttamente dalle rubriche telefoniche.
Quelle sopraelencate le prassi più “veniali”, direi “normali”, a cui ricorrono le principali formazioni politiche, di tutti gli schieramenti, per veicolare il consenso durante i congressi ed eleggere le proprie leadership, quelle che secondo Scopelliti dovrebbero indicare gli eletti certi a Palazzo Campanella. Le più “veniali”, perché quando il gioco si fa duro e la posta in palio è alta i più spregiudicati sono disposti a mettere in campo anche l'armamento pesante. La nostra regione non è nuova, infatti, ad indagini della magistratura su pacchetti di tessere acquistate direttamente presso i boss della 'ndrangheta, di congressi vinti grazie ai voti dei “picciotti”. Si leggano le carte dell'operazione “Meta” per farsi un'idea di come funzionasse (e come funzioni ancora) la dialettica interna a certe organizzazioni, per esempio quella Forza Italia da cui è sorto il Pdl. Una segretaria venuta fuori da travagli congressuali del genere, non libera da condizionamenti, può assumersi l'onere e l'onore di decidere gli eletti in un assise regionale su delega di migliaia e migliaia di cittadini?
Io ho preso la prima tessera di partito all'età di 16 anni, milito in una formazione politica e credo nel ruolo positivo che possono esercitare i partiti nella società, se portatori di istanze di pezzi sani e determinati della cittadinanza e fautori di progettualità di cambiamento. Se non nutrissi fiducia in questo ruolo, avrei già strappato o semplicemente non rinnovato quella tessera. Credo, inoltre, che i partiti possano e debbano dotarsi di specifici anticorpi e meccanismi depurativi, per prevenire, limitare e contrastare l'infiltrazione da parte di soggetti collusi coi clan, la massoneria e altre lobby di potere. Ma non confondo le buone intenzioni con la realtà, anche alle luce delle misere risposte ai periodici appelli all'autoregolamentazione delle liste.
In una situazione del genere, i partiti – soprattutto se privi di strumenti di controllo da parte della base  – non possono essere gli unici depositari delle indicazioni delle elettrici e degli elettori. Perché, se è vero che il voto di preferenza è denso di insidie, il voto ad una lista bloccata può essere anche peggio, molto peggio. Con una modalità del genere c'è addirittura il rischio che una cosca criminale, invece di puntare su singoli “cavalli”, faccia “asso cogli tutto” e determini TUTTI gli eletti di una o più liste: basta impossessarsi di quelle formazioni attraverso il mercato delle tessere e la nomina di dirigenti “amici”! Con la  modalità sponsorizzata da Scopelliti, infine, si impedirebbe ai cittadini-elettori di scegliere, anche all'interno di una lista che non si è posta troppi fronzoli morali durante la formazione delle liste, tra candidati onesti e “impresentabili”, tra candidati inseriti per meriti politici e candidati “catapultati” perché lacché (o “veline” o protagonisti dei “bunga-bunga party”) dei “signori delle tessere”, con il rischio di incentivare ulteriormente la disaffezione dalle urne da parte delle persone perbene e decuplicare il potere contrattuale di chi vota per interesse.
Una proposta irricevibile, quella del governatore della Calabria, da rispedire senza indugi al mittente e far fallire. I partiti facciano la loro parte per vigilare sulla questione morale interna e l'immagine che danno all'esterno; per il resto ci sono le leggi vigenti dello Stato in materia di contrasto al condizionamento criminale del voto e, non ultimo, il diritto-dovere dei cittadini di decidere secondo coscienza.

Reggio Calabria, 16 febbraio 2011

Omar Minniti,
Consigliere provinciale Prc

Accanto ai lavoratori che protestano, contro la scellerata gestione del Settore Bilancio del Comune

Comunicato stampa – Reggio Calabria 16 Febbraio 2011
Larosa – Segretario Provinciale PRC Reggio Calabria:
“ PROTESTANO I LAVORATORI CONTRO LE INADEMPIENZE DEL COMUNE DI REGGIO CALABRIA, E NOI SIAMO CON LORO. DALL’INCHIESTA FALLARA EMERGONO NUOVE INQUIETANTI NOTIZIE SULLA GESTIONE DEL SETTORE BILANCIO DEL COMUNE ”.


Ancora una volta, con la coraggiosa ostinazione e l’orgogliosa dignità che gli sono proprie, i lavoratori protestano democraticamente contro le gravi e reiterate inadempienze del Comune di Reggio Calabria. E noi, noi uomini e donne di Rifondazione Comunista, siamo con loro, senza se e senza ma.
Da una parte, i lavoratori delle due società partecipate – Leonia e Multiservizi, che incrociano le braccia e contestano la mancata corresponsione di molte delle loro legittime mensilità, che si trovano dinanzi ad un Comune reticente ed inadeguato trincerato dietro le sue “normali” crisi di liquidità, un Comune cronicamente incapace di far funzionare le sue società e di rispettarne i lavoratori.
Dall’altra, gli LSU/LPU del Comune di Reggio Calabria, 115 lavoratori che da oltre 15 anni attendono di poter avere un posto di lavoro stabile, attendono di aver riconosciute quelle professionalità che sanno di aver acquisito e di poter mettere al servizio della cittadinanza tutta, 115 lavoratori che il 15 Febbraio avrebbero dovuto incontrare –  per il tramite delle rappresentanze sindacali – la controparte comunale e che invece, causa assenza ingiustificata di sindaco ed amministratori, sono rimasti senza interlocutori e senza spiegazioni.
Questa è l’Amministrazione Comunale di centrodestra, questa è la classe politica al governo cittadino: un gruppo di politicanti dedito ai soli interessi di bottega, incapace di dare soddisfazione alle reali esigenze della propria cittadinanza, a partire da quelle delle lavoratrici e dei lavoratori.
La gestione economico-finanziaria delle casse comunali grida vendetta al cospetto della democrazia reggina. Ogni giorno, un nuovo squarcio di luce si apre sul buio terrificante degli uffici che hanno violentato le risorse economiche del Comune. Nello stesso giorno in cui i lavoratori di Leonia e Multiservizi sono costretti a fermarsi per reclamare il pagamento dei propri stipendi arretrati; nello stesso giorno in cui le forze sindacali sono costrette ad attaccare la volgare mancanza di attenzione dell’Amministrazione Comunale – assente ingiustificata all’incontro fissato per il 15 Febbraio – verso la condizione di LSU/LPU; in questo stesso giorno, apprendiamo che l’Arch. Bruno Labate – attuale capo delegazione della sede romana della Regione Calabria e collaboratore del Presidente Scopelliti – ha avuto centinaia di migliaia di euro, liquidati dal Settore Bilancio del Comune di Reggio Calabria per consulenze mai prestate. Segno evidente che l’inchiesta sulla drammatica vicenda Fallara, da cui è scaturita la notizia relativa all’Arch. Labate, ha ancora molto da dirci e molto da chiarirci sulla scellerata gestione del settore economico-finanziario del comune reggino.
Gli ultimi anni della vicenda amministrativa di Reggio Calabria, presto, saranno celebrati come anni di degrado assoluto: sul piano politico, sul piano gestionale, sul piano morale. La verità, difatti, prima o poi emerge in tutta la sua prorompente potenza. Scopelliti, Raffa e i loro corifei travestiti da amministratori dovranno spiegare come e perché il bilancio del Comune di Reggio Calabria è stato sfruttato per fini di parte, è stato violentato per ragioni poco nobili e assai ambigue.
No, la nostra non è alcuna certezza giudiziaria, lasciamo alla magistratura il suo compito da assolvere. La nostra è verità politica, di chi osserva e di chi si interroga liberamente: anche e soprattutto per quei lavoratori che attendono i propri stipendi e lottano per i propri diritti.


Antonio Larosa
Segretario provinciale PRC Reggio Calabria


lunedì 14 febbraio 2011

Appello per le primarie e per l'unità del centrosinistra a Reggio Calabria

APPELLO PER LE PRIMARIE A REGGIO CALABRIA
a cura del Partito della Rifondazione Comunista, Slega La Calabria, Rete Nuovo Municipio


L’indizione delle elezioni primarie per l’indicazione del candidato sindaco del centrosinistra reggino appare sempre più urgente e sempre più necessaria.
Urgente, perché ogni ulteriore dilazione diventa un regalo per il centro-destra reggino, il cui fallimento politico e programmatico è dato evidente a tutti e insostenibile per la città intera, ogni ulteriore ritardo è un’opportunità in meno per parlare alla città e della città.
Necessaria, perché strumento decisivo di unità, strumento insostituibile – nell’odierna fattispecie reggina – per costruire una coalizione di centrosinistra ampia e plurale, fortemente competitiva sul piano politico ed elettorale, una coalizione ricca di esperienze ed allargata alle migliori espressioni (organizzate e non) della società civile reggina.

Proposte di candidatura, autorevoli, sono in campo da mesi e si sono dichiarate disponibili a fare un passo indietro soltanto dinanzi al voto delle primarie degli elettori del centrosinistra. Altre candidature, provenienti dai partiti politici piuttosto che dall’associazionismo civico, potrebbero materializzarsi nell’istante in cui le primarie fossero ufficialmente indette, incentivando la partecipazione del popolo di centrosinistra, aumentando l’entusiasmo e la voglia di esserci di tanti elettori, rafforzando una proposta di governo progressista all’altezza della situazione. Candidature unitarie, di prestigio e di importanza tali da accordare le tante voci del centrosinistra senza il passaggio delle primarie, non se ne scorgono all’orizzonte. Rimangono le primarie, quale veicolo di crescita politica e di unità fra diversi, le primarie quale competizione di personalità, di idee, di relazioni sociali in cui evitare ogni frattura del centrosinistra e in cui delineare la Reggio “bella e civile” del futuro.

I partiti e le forze del centrosinistra devono superare ogni reciproca diffidenza, andare oltre i propri circoscritti interessi di bottega per perseguire obiettivi di ben altra ambizione e di ben altra importanza generale. Ad oggi, non sono riusciti a farlo, ritrovandosi senza candidature condivise, alleanze chiare, programmi delineati. Serve uno scatto immediato, non vi sono altre possibilità né vi è a disposizione altro tempo.

Proponiamo, quindi, che il tavolo del centrosinistra reggino fissi le primarie per la data del 13 o del 20 Marzo, individuando da subito tempi e modalità organizzative.
Rifiutare pregiudizialmente una tale opportunità rappresenterebbe errore esiziale per il centrosinistra reggino, perché costituirebbe l’anticamera di una divisione elettorale che la democrazia reggina non può e non deve permettersi.

Reggio Calabria, 14 Febbraio 2011.


Partito della Rifondazione Comunista
Slega la Calabria
Rete Nuovo Municipio

giovedì 10 febbraio 2011

Demy Arena, candidato Sindaco PdL: se il buongiorno si vede dal mattino...

Comunicato stampa – Reggio Calabria 10 Febbraio 2011
Larosa – Segretario Provinciale PRC Reggio Calabria:
“ OPERAZIONE “TERRAZZAMENTO”: DEMETRIO ARENA CHIARISCA IL COINVOLGIMENTO SUO E DELL’ATAM NELLO SMALTIMENTO ABUSIVO DI RIFIUTI SPECIALI. ALTRIMENTI SI DIMETTA DA AMMINISTRATORE UNICO E RINUNCI ALLA CANDIDATURA A SINDACO ”.

L’inchiesta “Terrazzamento”, che ha rivelato l’esistenza di una gigantesca discarica abusiva di rifiuti speciali a Gallina, pone a tutta la cittadinanza reggina alcuni inquietanti interrogativi. Di natura ambientale e giudiziaria, innanzitutto, ovvero cosa sia stato depositato in quella discarica abusiva e come sia stato possibile che la discarica stessa si formasse e fosse utilizzata da una miriade di soggetti privati e pubblici (sui quali, ovviamente, la magistratura farà il suo corso e fornirà le sue valutazioni). Ma, ancor più, interrogativi di natura etico-politica, che investono direttamente le istituzioni comunali e le forze politiche del centrodestra reggino (e su questi interrogativi, la politica non può non assumere un suo protagonismo di fondo).
Ha ragione Ivan Tripodi, segretario cittadino PdCI: non è in alcun modo tollerabile che l’ATAM, l’azienda di trasporto pubblico del Comune di Reggio Calabria, abbia smaltito decine di tonnellate di rifiuti speciali in maniera illegale; non è in alcun modo accettabile che la dirigenza ATAM, invece di accertare la destinazione dei rifiuti prodotti, abbia consentito (anche e solo per negligenza) uno smaltimento abusivo e altamente pericoloso degli stessi.
Demetrio Arena, amministratore unico ATAM e candidato sindaco del PdL, è ufficialmente indagato nell’ambito dell’Operazione “Terrazzamento”. Egli deve a tutta la città di Reggio Calabria alcune risposte, le più puntuali ed immediate possibili. Deve chiarire fino in fondo il suo ruolo, deve spiegare come sia avvenuta una tale violazione di legge da parte dell’ATAM, deve assumersi la sua responsabilità nella gestione dell’azienda comunale. Dissipare ogni dubbio e ogni velo d’ombra, soprattutto sui rapporti con le imprese indagate nell’operazione “Terrazzamento”, è un autentico imperativo morale e democratico da parte di Demetrio Arena. E, francamente, le repliche che abbiamo letto a mezzo stampa da parte di Vincenzo Filardo, Direttore Generale ATAM, sono del tutto insufficienti e reticenti.
Di più. Se l’inchiesta confermasse l’effettivo coinvolgimento dell’ATAM e del suo management, Demetrio Arena non può che compiere l’unico gesto di onestà intellettuale e trasparenza gestionale che gli rimane: dimettersi dal suo incarico di Amministratore Unico ATAM. E, magari, aggiungere anche un ripensamento sostanziale sulla sua candidatura a sindaco: capiamo che sia il candidato di un partito e di un personale politico che con la legalità hanno un rapporto particolarmente complicato…, ma Reggio e i reggini non meritano di essere guidati da chi eventualmente ha già dimostrato –  nell’esercizio di precedenti esperienze professionali e di direzione – di non saper far rispettare le leggi vigenti.
Saremo fuori tempo e fuori contesto nella Repubblica di Papi e delle ragazze di Arcore, ma noi continuiamo a ritenere essenziale il connubio fra etica e politica, a considerare vitale una sorta di pedagogia civica in cui la classe politica si qualifichi per il rigore dei propri comportamenti e delle proprie scelte.

--
Antonio Larosa
Segr. Prov. Rifondazione Comunista
Federazione Reggio Calabria

lunedì 7 febbraio 2011

Il PRC sostiene la ricandidatura del Presidente Morabito e la costruzione di una coalizione ampia e plurale per la Provincia

Comunicato stampa – Reggio Calabria 7 Febbraio 2011
Larosa – Segretario Provinciale PRC Reggio Calabria; Minniti - Capogruppo provinciale PRC Reggio Calabria
“ BENE L'APPROVAZIONE DEL BILANCIO 2011 DA PARTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE: ADESSO AVANTI CON LA RICANDIDATURA DEL PRESIDENTE MORABITO E CON UNA COALIZIONE AMPIA E PLURALE "
 
Un bilancio incentrato sulla legalità, la trasparenza, le buone pratiche ambientaliste, il sostegno ai soggetti sociali più deboli, la lotta alla precarietà, la promozione della cultura, dei diritti civili e di un agricoltura di qualità. L'approvazione del Bilancio di previsione 2011 da parte della Provincia di Reggio Calabria, avvenuta anche quest'anno con tempismo perfetto, ci fornisce l'occasione per fare una valutazione complessiva dell'operato della Giunta Morabito e della maggioranza di centrosinistra a Palazzo Foti. Una valutazione che non riguarda solo gli ultimi dodici mesi che ci siamo lasciati alle spalle, ma l'intero mandato amministrativo che ora volge al termine.
Un giudizio, il nostro, che non può che essere positivo e che ci spinge a ribadire la posizione già assunta da tempo, oggi sostenuta anche da altre forze politiche che con noi hanno condiviso il percorso alla Provincia: l'amministrazione del presidente Giuseppe Morabito ha operato bene, lanciando segnali di controtendenza rispetto a quanto avveniva in passato a Palazzo Foti e a quanto avviene in altri enti locali. Ha, pertanto, tutti i requisiti per ripresentarsi all'elettorato, appoggiata da una coalizione democratica ampia e con un nuovo programma di alternativa.
Riteniamo, inoltre, costruttivo ed efficace il ruolo svolto dal Partito della Rifondazione Comunista sia in Consiglio che in Giunta, dove ha saputo tramutare in atti concreti le istanze progettuali della sinistra e le esigenze dei ceti sociali di riferimento. In questi 5 anni il Prc ha vigilato sull'attuazione del programma ed ha stimolato l'amministrazione a compiere scelte avanzate e dirompenti, in alcuni casi rivoluzionarie. La Provincia, su nostra proposta, si è costituita parte civile in tutti i processi contro la 'ndrangheta; ha assunto una linea di fermezza nel ribadire il No al ponte sullo Stretto e la centrale a carbone di Saline; ha provveduto senza indugi alla stabilizzazione degli lsu-lpu. Sono solo alcuni dei risultati conseguiti.
Anche nell'ultimo Bilancio di previsione il Prc ha lasciato il segno, vedendosi recepire quattro emendamenti-ordini del giorno vincolanti, che verranno tramutati in precisi impegni di spesa in sede di elaborazione del PEG. Impegni che prevedono: l'istituzione di un Osservatorio contro l'omofobia e ogni forma di discriminazione sessuale, con annesso sportello sindacale, legale e medico-psicologico, che fa di Reggio una delle realtà più all'avanguardia in termini di difesa dei diritti civili; la realizzazione di una rete internet Wi-Fi pubblica e gratuita, accessibile senza fili traimite “hot spot” da collocare sui palazzi di proprietà della Provincia e sulle scuole superiori; il rifinanziamento dello Sportello per la difesa dei diritti degli animali, che nel biennio 2009-2010 ha operato in sinergia con la Lav, e del bando per il sostegno ai Gruppi di acquisto solidale (Gas) e, quindi, al consumo critico, il chilometro zero e l'agricoltura biologica.
Adesso, serve uno scatto politico ed organizzativo, tale da connettere la nostra proposta elettorale con le esigenze dei tanti territori della nostra provincia. Definiamo un'alleanza politica e sociale con profilo chiaro e confini certi, costruiamo proposte credibili per lo sviluppo del territorio, lanciamo la ricandidatura del Presidente Morabito con un dialogo aperto con le migliori espressioni della provincia Reggina: una grande assemblea provinciale, inclusiva del contributo delle forze politiche e sociali e delle intellettualità del centrosinistra reggino, sarebbe un'occasione reale di confronto e di proposta.

Antonio Larosa - segretario provinciale PRC Reggio Calabria
Omar Minniti - capogruppo provinciale PRC Reggio Calabria

lunedì 31 gennaio 2011

Un documento del segretario Larosa sulle elezioni comunali di Reggio Calabria

Comunicato stampa – Reggio Calabria 31 Gennaio 2011
Larosa – Segretario Provinciale PRC Reggio Calabria:
“ DOPO IL NO DEL SENATORE DE SENA: MESSAGGI A TUTTI I SOGGETTI DEL CENTROSINISTRA REGGINO ”

Il Senatore De Sena, persona seria e concreta, rifiuta una volta ancora le offerte di candidatura a sindaco di Reggio Calabria del PD calabrese e reggino, e lo fa con una lettera semplice, lineare, asciutta – com’è nel suo vissuto di apprezzato servitore dello stato.
Noi del PRC siamo stati gli unici (o quasi) a muovere obiezioni rispetto alla candidatura di De Sena prospettata ai segretari regionali del centrosinistra, obiezioni non sul valore della persona – che è degna di ogni stima e considerazione – ma sulle modalità della proposta. La candidatura di De Sena, infatti, violava (e violerebbe) due concetti per noi assolutamente dirimenti: (1) il sindaco di Reggio Calabria deve essere un reggino per bene scelto dai reggini; (2) se vi sono più candidature, a partire da quella di Massimo Canale, le primarie si impongono come necessità ancor prima che come opportunità.
E adesso? Come articolare il nostro “che fare”? Non avendo possibilità di farlo dal vivo con i nostri potenziali alleati, visto che il tavolo provinciale del centrosinistra si è riunito oltre un mese fa per l’ultima volta ed è stato poi rinviato a data da destinarsi, proviamo a fare un ragionamento ad alta voce, rivolgendoci pubblicamente e direttamente ai protagonisti (o presunti tali) del centrosinistra reggino.

Messaggio al PD.
La candidatura di Massimo Canale è autorevole perché radicata nella società e aperta alla partecipazione dal basso. Non vi è alcun logorìo, perché il supporto di alcune sigle politiche e partitiche è un valore in più, non l’elemento dirimente e decisivo. È una candidatura carica di contenuti, sulla quale anche i più acerrimi avversari nulla hanno da obiettare in termini di coerenza intellettuale, rigore morale, valore politico. E’ una candidatura generosa, non soltanto perché offre un’alternativa concreta allo “scopellitismo” ma anche perché ricerca incessantemente l’unità del centrosinistra e delle forze democratiche. È l’unica candidatura oggi in campo nel centrosinistra, e lo è da mesi, nella chiarezza e nella trasparenza di un dialogo aperto con la città; è l’unica candidatura, perché nessun altro ha deciso di metterci la faccia, perché altri tentativi – anche bizzarri – sono caduti per strada come mele mature. Massimo Canale, agli occhi di qualcuno, ha un difetto: è un comunista autonomo e libero, un protagonista della sinistra reggina che non è intruppabile da parte di qualche pseudo-generale. E allora, ne siamo certi, fino all’ultimo il PD proverà ad avanzare altre proposte, a tirar fuori il proverbiale coniglio dal cilindro, correndo anche il rischio di sancire formalmente e di fatto la rottura dell’unità del centrosinistra: nel caso, ognuno farà la sua strada e si assumerà le sue responsabilità. L’unica opportunità, se davvero si vuole costruire una candidatura unitaria alternativa a Canale, è legittimarla con il voto delle elezioni primarie.

Messaggio a IdV.
Abbiamo condiviso per mesi la candidatura di Canale, e siamo certi che possiamo condividerla nuovamente e ancora. Perché Massimo Canale rappresenta quei valori di legalità, moralità, rinnovamento che sono parte integrante della ragione sociale di IdV. Non abbiamo apprezzato, e nemmeno compreso, gli improvvisi “giri di valzer” pre-annunciati sul tavolo regionale del centrosinistra. Anche per questo, dopo la provocazione mediatica della proposta Di Pietro (a proposito: l’ultimatum di 15 giorni è scaduto…) e dopo il NO del Sen. De Sena, è opportuno tornare a ragionare in termini strettamente politici, facendo i conti con la realtà contingente e dimostrando concretamente l’autonomia di una proposta e di un progetto che vanno oltre le mere burocrazie di partito. Canale ci offre questa possibilità, ponendo anche a IdV l’alternativa secca: o l’ambizione di un progetto politico che vuole connettersi con le parti migliori della società reggina oppure la comoda ridotta di una candidatura e di una coalizione costruiti a tavolino - secondo i tempi e le modalità dei generali senza truppe che presidiano il sempre più scarno assembramento del centrosinistra reggino.

Messaggio al PdCI.
La politica è complicata, lo sappiamo, ma alcune cose continuano davvero a sfuggirci. Ad esempio, ci sfugge il perché un partito decida di proporre la candidatura del suo capogruppo comunale e segretario provinciale per poi, di fatto, ritirargli l’appoggio e il supporto soprattutto nelle relazioni con gli altri potenziali alleati. Ai compagni del PdCI, con i quali – fra le altre cose – ci ha diviso e ci divide la valutazione della candidatura e del progetto di Massimo Canale, chiediamo di smettere ogni subalternità nei confronti del PD e del centrosinistra, di smettere di attendere supinamente che il PD “imponga” una candidatura a tutta la coalizione e di giocare in campo aperto con la candidatura di Massimo Canale, un uomo della Federazione della Sinistra e un autorevole protagonista della sinistra reggina tout court. È una delle condizioni essenziali, non la sola ma probabilmente la più importante, per ripensare all’opportunità di una lista unitaria FdS alle prossime amministrative.

Messaggio a SEL, Verdi, Ethos, Rete Nuovo Municipio, Slega la Calabria e a tanti pezzi sparsi della sinistra reggina.
La richiesta di primarie, sia pure con ragioni e con obiettivi diversi, è la richiesta coerente – soprattutto da parte di SEL –  di chi comprende chiaramente che, in presenza di più candidature, l’unico strumento efficace di decisione e di unità sono le primarie. Ognuno sostenga la candidatura che ritiene più valida, per poi muoversi insieme nella competizione elettorale vera e propria, la sola che può garantire un centrosinistra forte e all’altezza della situazione anche sul piano istituzionale. Diamoci insieme un termine massimo, per decidere sulle primarie e per definire i progetti politico-elettorali in campo. Un termine per capire chi sta con chi e per assumersi le rispettive responsabilità, un termine oltre il quale ognuno decida come e cosa presentare all’elettorato reggino.

Questo è quanto, con la schiettezza che abbiamo deciso di adottare in questi mesi pre-elettorali. Qualcuno si arrabbierà, qualcuno ci taccerà di presunzione, ma è il tempo delle parole chiare, dei pensieri espliciti, senza alcun ipocrita paludamento.
Una risposta sostanziale da parte delle forze di centrosinistra, con qualunque forma e con qualunque modalità, sarebbe assolutamente ed improrogabilmente necessaria.

Antonio Larosa
Segretario Provinciale PRC Reggio Calabria

Un'intervista del candidato sindaco Canale a CalabriaOra

Crisi del capitalismo di inizio millennio: e se il buon vecchio Karl Marx aveva ragione?
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